Credo sia utile ripassare un minimo di infarinatura sulle batterie per uso automotivo, quello che scriverò sarà valido per il 99% degli utilizzatori del forum.
Principi della batteria.
Le batterie che ci interessano e che montano le nostre moto sono batterie con una tensione di 12Volts con diverse capacità di erogazione corrente.
La corrente è qualità fondamentale di ogni batteria, se leggiamo le diciture riportate su di essa troveremo due valori numerici, il più basso seguito dalla sigla "AH" che sta ad indicare la capacità di erogare corrente nel tempo Ampere-Hours e un valore più alto seguito dalla lettera "A" questo valore indica la "corrente di spunto" ovvero la capacità di una batteria di erogare una grande quantità di corrente nell'immediato come richiesto appunto dalla messa in moto della moto.
Ovviamente più questi valori di corrente A e AH sono alti meglio è per la nostra moto, un alto valore di AH garantirà che se ci dimentichiamo i fari accesi forse non si sarà scaricata del tutto la batteria, un alto valore di A probabilmente farà avviare con meno fatica il motore.
Sfatando alcuni miti ricorrenti possiamo dire che una batteria da 1000AH su una moto non farà alcun tipo di danno, l'impianto elettrico della moto chiederà la corrente necessaria e basta.
I tipi di batterie.
Si utilizzano batterie del tipo "piombo" con manutenzione del tipo "piombo" modello ermetico/sigillato a lunga manutenzione, la differenza sta nel fatto che sulla classica con i tappini andrà di tanto in tanto controllato il livello di acido negli accumulatori, su una di tipo ermetico/sigillato questa operazione non è più necessaria (in realtà in alcune si può forzare il tappo e fare controllo e rabbocco)
Infine ed è la più usata esiste il tipo a gel senza manutenzione, il nome è dato dal fatto che negli accumulatori invece del liquido acido vi la sostanza in forma gelatinosa, non si rabboccano, sono molto resistenti agli urti e funzionano anche a varie inclinazioni grazie a questa loro intrinseca resistenza permettono di fare batterie più piccole con maggiori capacità di erogare buone correnti di spunto, ovviamente sono le più costose e le più adatte all'uso in moto.
Mito da sfatare è che anche una batteria classica che stia in quei micro vani moto che soddisfi almeno gli AH e A richiesti è una valida ed economica alternativa ma forse impossibile da trovare.
La carica della batteria.
Le batterie tendono a scaricarsi se non utilizzate anche se staccate dalle moto, è un fenomeno naturale, ci vorranno anche dei mesi ma la batteria si scaricherà, se la batteria rimane sulla moto e questa ha un antifurto o comunque assorbe corrente il processo di scarica sarà più veloce.
Una batteria al piombo una volta scarica subirà un processo di solfatazione che è una riduzione della vita e della capacità (AH) della batteria stessa questo processo spesso è irreversibile. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Solfato_di_piombo )
Per caricare sopra il 90% una batteria e non stressare gli elementi la soluzione migliore è utilizzare una carica lenta, va fatta per classica indicazione di sicurezza ad 1/10 della capacità AH della stessa, ovviamente a cariche inferiori i tempi di ricarica si allungano e a cariche superiori si accorciano, il neo di una carica rapida è che a lungo andare la batteria tende a rovinarsi, ovvio che se siete a piedi e vi dovete sbrigare non andate troppo per il sottile.
Sulle Yuasa vengono indicate le modalità di carica consigliate, ad esempio carica STD 2amp per 10 ore, carica rapida 10 amp per 1 ora.
Il booster o la batteria in parallelo andrebbero evitate ma sono per definizioni soluzioni di emergenza.
Il caricabatterie.
Qui c'è di che sbizzarrirsi per il privato li possiamo classificare in tre grandi famiglie;
1)Il caricatore dai 5kg in su, grosso ingombrante con il quale il nonno ci avviava pure il leoncino, vecchi cimeli di famiglia, caricano di tutto non si bruciano mai erogano una corrente massima elevata ad una tensione costante caricano di tutto magari la batteria moto ve la gonfiano un pò.. purtroppo l'elettronica latitava quindi continuando a pompare la batteria senza fermarsi alla fine se non lo staccavi a mano dopo tot ore la spaccavano (alla lettera) caricano si la batteria ma sarebbero da evitare.
Pregi: inarrestabile se ne frega di sbalzi di tensione e di surriscaldamenti, a capodanno se incrociate i morsetti fa fuoco e fiamme.
Difetti: può spaccare tutto ed in effetti da anni non se ne vendono più.
2)Il caricabatterie da pochi euro, di solito si compra nei centri commerciale, dimensione da piccola valigetta sia con l'indicazione per auto o l'indicazione per moto carica sempre le batterie al piombo, il modello base ha zero regolazioni, cercate il modello che eroga meno Ampere possibile, difficilmente ne troverete uno che ne tiri fuori meno di 2... accontentavi.
Oppure guardate il modello superiore con display che indica quanti ampere sta erogando ed ha la selezione auto-moto o max-min, ciononostante anche questi modelli probabilmente non vanno sotto i due ampere.
Personalmente ne gradirei uno che mi dia 0,5 max 1 ampere in uscita ma non è strettamente necessario.
Sono dotati di elettronica, sono protetti da cortocircuti (no capodanno), una volta che la batteria è carica tolgono la corrente, possono essere lasciati collegati tutto il tempo che volete, faranno la funzione di autocarica ovvero quando la batteria dopo giorni scenderà sotto un determinata tensione inizierà il processo di ricarica.
Pregi: prezzo basso, va bene per l'auto e per la moto.
Difetti: corrente di carica spesso non ottimale per le batterie moto.
3)il caricabatterie switching elettronico.
Precisiamo subito che è il migliore, il più costoso ed il più piccolo.
Il controllo della carica è totalmente elettronico, eroga la corrente (bassa) necessaria per la moto, ha una funzione di mantenimento che per principio è superiore a quello suddetto di autoricarica, questa funzione tramite impulsi mantiene al 100% la batteria a tempo indefinito.
Sono forniti di base di occhielli per il fissaggio di un connettore rapido alla batteria, ideali per connettere rapidamente il caricabatteria.
I modelli più evoluti effettuano una buona desolfatazione di una batteria scarica, ottenendo un buon recupero di una batteria compromessa, in alcuni casi viene richiesto di scollegare la batteria poichè durante la carica si aumenta la tensione erogata (Volts) il che potrebbe causare danni all'impianto elettrico della moto.
Marche più quotate sono Accumate, Optimate, CTEK, Battery Controller etc..
Pregi: ideali per la moto, sicuri, ottimi come praticità grazie agli occhielli.
Difetti: costo. (40-100 euro)
Qualche precisazione....
La batteria della mia hornet è morta nel 2008 dopo 10 anni di onorato servizio, in tutto questo tempo solo due-tre volte si è dovuto effettuare una ricarica, con un caricabatterie del tipo 2, perchè la moto non andava in moto, qualche anno è stata ferma d'inverno uno-due mesi, la batteria non è mai stata rimessata ma è rimasta collegata alla moto, quindi direi che spesso si fanno molte menate per nulla.
Tutti i caricabatteria qui sopra elencati fanno il loro lavoro quando necessario ma per ognuno ci sono degli accorgimenti da seguire.
1) il polo positivo va sul + della batteria, il polo negativo va sul - della batteria.
2) se la batteria è in carica NON accendere il quadro.
3) il caricabatteria NON fa da avviatore o da booster.
4) le batterie possono se surriscaldate provocare dei vapori infiammabili non le caricate in camera da letto.
In tutti i casi suddetti studiatevi le caratteristiche del prodotto che comprerete e <b>leggete e fate sempre riferimento al manuale incluso</b> per dubbi se ne può discutere qui.
