Ricordo un Milano-Amburgo fatto in giornata (se ne incontrano di matti, vero?).
Primi di settembre 1997, non ricordo il giorno preciso, ai tempi avevo una spettacolare NTV 650 Révère.
I primi 550 chilometri, fino a Heidenheim credo, tutti sotto l'acqua battente. In Svizzera l'autostrada è chiusa e bisogna spararsela tutta su per i monti, ma non da subito, da qualche chilometro dopo aver pagato il pedaggio (#@§). Con l'asfalto liscio e bagnato che è un belé bisogna stare attenti sui tornanti di montagna, ma il paesaggio è talmente bello anche con questo tempo da lupi, che vale la pena di prendersela comoda e guardarsi un po' intorno. Anche perché il cielo non è quell'ammasso uniforme di roba grigio scuro che si vede di solito alzando il naso quando piove. E' al contrario un insieme incredibile di colori, qui buio, lì luminoso, quasi abbagliante. Un po' più in là ci sono due arcobaleni che si incrociano.
Tuta chiusa non benissimo, me ne accorgo tardi, casco non perfettamente ermetico, guanti e stivali che dopo un po' alzano dignitosamente bandiera bianca e cedono all'assedio dell'acqua.
Quando smette di piovere mi fermo a un grill, faccio benzina, e vado al self service a mettere qualcosa sotto i denti. Qualcosa... l'ho devastato, il self service, tanto che la gente comincia a osservarmi, me, piccoletto e nero nero, con la tuta abbassata, i capelli arruffati come solo dopo sette ore di moto sotto l'acqua possono essere, il fiatone anche dopo un'ora dall'inizio della sosta. E quella smisurata montagna di cibo che davanti a me sembra camminare da sola! Non faccio un passo senza lasciare una piccola pozza d'acqua e senza il caratteristico picio pacio delle scarpe fradicie.
Dopo un po' che sto seduto al tavolo con davanti il mio vassoio traboccante e la cartina stradale arriva una ragazza che si siede accanto a me con il suo pasto. Una bella bruna (sta' a vedere che è italiana pure lei).
"Da che parte devo andare per andare dove devo andare?"
"... ?! ... WAS?" (non è italiana)
E pure lei mi scruta non poco. Tenendo conto che proprio bello bello non sono, intuisco grazie al mio acume che potrebbe essere per l'espressione bizzarra che mi porto appresso. Ci presentiamo, mi spiega la strada; poi chiacchieriamo un po', ci raccontiamo due cose mentre lei mangia e io sprofondo nei miei piatti, guardo l'ora e vedo che se non voglio metterci una settimana forse è il momento di andare. Visto che ho un altro casco mi viene in mente la malsana idea di proporle di proseguire il viaggio assieme... per fortuna me ne sto zitto: siamo in autostrada ed è sola, com'è arrivata fin qui, si è paracadutata?
Raccolgo tutte le mie carabattole (molte carabattole!), e lei ride, si domanda certamente da quale fumetto io possa essere uscito, con la terza mano, cresciutami per l'occasione, faccio per sollevare il vassoio per portarlo a vuotare e sempre ridacchiando, ma in maniera dolcissima, mi dice di lasciar stare, ché lo porta via lei. Mi augura buon viaggio, ci salutiamo, mi allontano.
Il resto del viaggio non conta niente, anche perché nel frattempo è arrivato il sole.
Solitaria
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horny
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complimenti per il viaggio e per il report [:S]
cmq io l'avrei invitata, non si sa mai...[:p][:p]
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- ilcucciolo
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Bellissimo report [:S] Complimentoni [8D]
- Alessio
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